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“Il Consiglio regionale del Piemonte e l’Associazione Maria Madre della Provvidenza Onlus presentano, dal 12 giugno all’8 luglio 2019, nella galleria Carla Spagnuolo di Palazzo Lascaris a Torino, la mostra Transiti, a cura di Raffaella A. Caruso.
In mostra, una trentina di opere donate da artisti di primo piano in ambito nazionale ed internazionale che, su invito della curatrice, si sono messi a disposizione della comunità, sostenendo le attività di AMMP Onlus tese a liberare dai bisogni primari le fasce più deboli della popolazione [...]
 

Vangelo
Gv 13,31-35
Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
Quando Giuda fu uscito [dal cenacolo], Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. 
Figlioli, ancora per poco sono con voi. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. 
Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri».
Parola del Signore
 
Omelia
Commento di don Fabio Rosini
 

I- Buongiorno Bruno. L’8 maggio del 2001 rappresenta una data importante per AMMP... vuoi dirci qualcosa di più?

B-Ciao! Sì, in questa data abbiamo effettuato la trasformazione del comitato Maria Madre della Provvidenza in una associazione (ONLUS). Possiamo quindi affermare che l'8 maggio di diciotto anni fa nasceva AMMP!

 

I-Che cosa vi ha condotto a questa scelta? 

B-Abbiamo effettuato questo cambiamento per due motivi principali: il primo riguarda la possibilità di poter ampliare le nostre attività rivolte ai poveri aprendo anche altre sedi operative, così come poi è stato e continua ad essere grazie all’esistenza delle nove sedi AMMP.

Inoltre ritenevamo fosse di grande importanza poter permettere la deducibilità o detraibilità fiscale a coloro che desideravano sostenere i nostri progetti con le loro donazioni. 

I- Una scelta quindi ben motivata che si è dimostrata vincente! Ci racconti qualche dettaglio di quel giorno?  

B- Tutto è avvenuto a Torino, in Corso Duca degli Abruzzi 27, nello studio del notaio Mario Quirico che ha sempre seguito l’Associazione.
Oltre alla mia presenza in qualità di legale rappresentante hanno partecipato il sig. Valente Pasquale, Cerea Vioglio Italo in quanti vicepresidenti; Curcetti Don Claudio come segretario, il sig. Colombotto Giorgio come tesoriere ed i consiglieri Ostorero Paolo, Ricaldone Eugenio, Borgarello Gianfranco, Pignatello Laura, Calgaro Marco. 

Eravamo in tanti e tutti avevamo molti impegni lavorativi e famigliari, ma il desiderio di metterci a servizio dei più bisognosi non faceva sentire la stanchezza! 

I- L'8 maggio è una data particolarmente importante anche per un altro motivo: una bella coincidenza casuale o forse una straordinaria DIOincidenza! Hai voglia di parlarcene?

B- Proprio così. L'8 maggio si festeggia anche la Beata Vergine del Rosario di Pompei. Io ho affidato completamente a Lei AMMP. La mia devozione alla Madonna è un tratto che mi accompagna fin da quando ero bambino e che desidero coltivare ogni giorno. La Madre di Gesù benedica sempre i nostri progetti e le nostre iniziative!


I- In conclusione, possiamo dire che AMMP ha appena compiuto 18 anni! Quali prospettive per il futuro? 

B-AMMP vuole sempre più essere un segno di speranza per tante famiglie e persone sole che lottano quotidianamente contro la miseria e la disperazione.

 

 

Le raccolte alimentari rivestono una grande importanza per la nostra associazione. Queste rientrano nel progetto “I cinque pani”  e sono nate al fine di sostenere le parrocchie che devono far fronte ad un numero sempre maggiore di famiglie da dover aiutare. AMMP si assume tutte le spese economiche dei volantini, dei manifesti, dei mezzi di trasporto ecc... e si occupa di tutta l’organizzazione dei volontari, della raccolta, degli accordi con i supermercati, del trasporto e dello smistamento dei pacchi viveri.

Tra questi poi alcuni vengono distribuiti direttamente alle famiglie seguite personalmente da noi, mentre altre vengono cedute alle parrocchie che provvedono a farli giungere alle altre famiglie. 

Le principali raccolte alimentari AMMP effettuate nell’arco dell’anno sono quelle del mese di Febbraio, Maggio ed Ottobre.

Il 4 di questo mese si è tenuta la seconda raccolta alimentare di quest’anno. Questa ha visto la partecipazione di 584 volontari. Questo numero comprende sia i volontari delle parrocchie che i volontari AMMP in cui rientra  come sempre la preziosa presenza del gruppo giovani AMMP, che ha svolto servizio nel supermercato di Corso Rosselli ed in quello di Collegno. 

La raccolta si è svolta in cinquanta supermercati nei comuni di Torino, Giaveno, Leinì, Nichelino, Chieri, Alpignano, Collegno e sono stati raccolti 27.480 kg di alimenti! 

 

Grazie a tutti i volontari che hanno prestato il loro servizio ed a tutte le persone che hanno partecipato! 

 

(In foto: a titolo di esempio un pacco distribuito ad una famiglia)

 

 

Il progetto “Oasi Casa Betania” della sede AMMP di Buronzo (VC) vuole offrire a persone in difficoltà l'occasione giusta per ricaricare le batterie in un ambiente molto familiare. Il progetto consiste nel dare la possibilità a uomini e donne di potersi ritagliare uno spazio proprio di preghiera e meditazione e così fermarsi a riflettere sul significato della vita interiore.

Un'attenzione particolare è rivolta alla spiritualità di Luisa Picarreta, motivo per cui quest'anno sono stati organizzati alcuni incontri formativi sulla DIVINA VOLONTA'.

Agli incontri partecipano una ventina di persone.

Questi sono guidati dal sacerdote don Marco Cannavó, vissuto per una decina di anni in Puglia a contatto diretto con la storia e la spiritualità di Luisa Picarreta. Egli ora vive a Milano e segue vari gruppi che si ispirano alla Divina Volontà. 

Gli incontri hanno inizio alle ore 9:00 con l'accoglienza e le lodi mattutine. Alle ore 9:30 ha inizio la meditazione sui volumi degli Scritti ed il dialogo. Alle ore 12:00 vi è la celebrazione eucaristica seguita dal pranzo delle 13:00. Alle ore 15:00 vi è la recita della Coroncina della Divina Misericordia e l'Adorazione Eucaristica. Alle ore 16:30 si inizia a recitare il Santo Rosario.


L'ultimo incontro è stato Sabato 11 Maggio 2019; si è concluso alle ore 17:30 ed ha visto la partecipazione di 16 persone. Il prossimo incontro (l'ottavo) sarà SABATO 8 GIUGNO 2019.

Il luogo aiuta davvero a vivere la preghiera immersi nella pace e nella concentrazione, come possono testimoniare queste foto:


 

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Dal Vangelo secondo Giovanni

Gv 10,27-30


Alle mie pecore io do la vita eterna.

In quel tempo, Gesù disse: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».

Parola del Signore

 

Omelia di mons. Roberto Brunelli

 

"Io sono il buon pastore", Gesù dice di sé nel vangelo odierno (Giovanni 10,27-30). L'affermazione oggi non ci stupisce: quel titolo ci sembra del tutto appropriato, pensando alla sua infinita bontà. Invece doveva suonare quasi scandaloso per i suoi ascoltatori, abituati, sulla scorta dei profeti e dei salmi, a considerare Dio come pastore del suo popolo; dichiarandosi il pastore, automaticamente Gesù si proclamava Dio. Risulta chiaro subito dopo, con l'espressione "Io e il Padre siamo una cosa sola".
Egli spiega poi che significa essere pastore: "Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e nessuno le strapperà dalla mia mano". Parole illuminanti: quelle "pecore" di cui Gesù è il pastore non sono una massa incosciente che si muove per istinto, ma persone consapevoli e libere, che decidono di prestare ascolto e dare fiducia a quella voce, tanto da seguirla; in cambio egli assicura che nessuno potrà costringerle a una scelta diversa ed esse perciò, mantenendosi al suo seguito, potranno conseguire la vita eterna.Di quella vita parla la seconda lettura (Apocalisse 7): davanti al trono divino, davanti a Gesù, l'Agnello innocente sacrificato ma vivo (cioè morto e risorto), sta "una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. Non avranno più fame né avranno più sete, non li colpirà il sole né arsura alcuna, perché l'Agnello, che sta in mezzo al trono, sarà il loro pastore e li guiderà alle fonti delle acque della vita. E Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi".Questa è la meta, cui il Buon Pastore guida chi gli presta ascolto. Senza dimenticare che il Buon Pastore è e resta sempre lui, anche se - come risulta nel vangelo di domenica scorsa - egli ha dato incarico ad altri uomini di svolgere qui in terra questo compito: "Pasci i miei agnelli, pasci le mie pecorelle", ha detto a Pietro e tramite lui ai suoi successori e collaboratori. Egli ha chiamato e continua a chiamare uomini a svolgere questo compito, ed è importante che i chiamati non restino sordi alla sua voce; per questo, come ogni anno la quarta domenica di Pasqua, detta del Buon Pastore, è anche la giornata di preghiera per le vocazioni sacerdotali.L'invito che la Chiesa rivolge oggi ai fedeli, di pregare perché ci siano nuovi preti, a qualcuno potrà apparire inopportuno, dopo le recenti vicende che hanno così dolorosamente investito la Chiesa stessa proprio a proposito dei preti traditori della loro missione. Ma l'invito resta, e anzi si fa più pressante: questo, come altri eventuali scandali, richiede che tutto il popolo di Dio si impegni a salvaguardare la Chiesa come Dio la vuole, e in proposito la preghiera è un'arma potente, disponibile a tutti. Si prega perché i colpevoli si ravvedano e le loro vittime vedano risanate le loro ferite, guardando a colui che resta il Buon Pastore e non ai suoi indegni rappresentanti.Che poi i preti possano sbagliare, non è una novità; la storia è cominciata già con gli apostoli: nel momento supremo, di dodici uno solo ha seguito Gesù sino ai piedi della croce; uno l'aveva tradito, uno l'aveva rinnegato, e gli altri se l'erano data a gambe. Eppure il Signore ha rinnovato loro la fiducia; a loro, proprio a questi pusillanimi, ha affidato la sua Chiesa. Anche i continuatori della loro missione sono uomini, e come tali, per definizione, peccatori. Tuttavia, da un lato è giusto ricordare pure i tanti che hanno vissuto e vivono il dono ricevuto con dignità, coraggio, abnegazione, seminando un bene immenso: basti accennare ai preti santi, ai missionari, a quanti si prodigano per i sofferenti nel corpo e nello spirito. E dall'altro lato non bisogna dimenticare chi sta dietro e sopra di loro; essi sono soltanto strumenti nelle mani dell'unico, vero Buon Pastore; a lui soltanto va il ringraziamento per il bene ricevuto attraverso i suoi ministri fedeli. Si crede non nei preti, ma in Gesù Cristo.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.
Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.
Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.
Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore». Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: «Mi vuoi bene?», e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi». Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».

Parola del Signore.

Commento di don Fabio Rosini:


 

 

 

 

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