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Vangelo
Mc 10,35-45
 
Il Figlio dell’uomo è venuto per dare la propria vita in riscatto per molti.
 
+ Dal Vangelo secondo Marco
 
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». 
Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo, anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».
Parola del Signore.
 
Omelia
Commento di don Fabio Rosini

 

DOMENICA 2 DICEMBRE ci sarà l'incontro annuale dei volontari di tutte le sedi operative AMMP, a cui parteciperà l'Arcivescovo di Torino, Mons. Cesare Nosiglia.

L'incontro iniziera' alle ore 9.30 presso l'Istituto Madre Mazzarello in Via Cumiana 2 a Torino e terminerà verso le ore 18.00.   Prenotazione obbligatoria entro il 19 novembre telefonando a  Bruno Cavallo (335 6899995) oppure a Roberto Di Dio (338 2471262) 

 

 

 
Per valorizzare l'Italia del bene l'Istituto Italiano della Donazione (IID), che ha fortemente voluto la Legge “Giorno del Dono”, il 4 ottobre 2018 ha festeggiato la quarta edizione #DonoDay2018, un giorno dedicato a chi fa del dono una pratica quotidiana.
Scuole, comuni, associazioni, imprese e cittadini insieme per costruire la mappa dell'Italia che dona, un Paese capace di reagire alle difficoltà mettendo al centro la bellezza del dono in tutti i suoi aspetti e di portare avanti la riflessione sull'importanza della buona donazione. (Altre info su : http://www.istitutoitalianodonazione.it/it/DonoDay2018) 
 
 
Come lo scorso anno grazie al progetto "I CINQUE PANI", anche quest'anno AMMP è stata la vincitrice (nella sezione Non Profit) con il progetto "AUXILIUM"
 
 
L' anno scorso il premio è stato ritirato dal presidente AMMP Bruno Cavallo, quest'anno da Marco Margrita, che fa parte del Comitato Direttivo Nazionale.
 
 
Ecco la foto che lo vede ritratto durante la premiazione con Edoardo Petrarca, presidente dell'IID
 
 
 
 
 
 

 
+ Dal Vangelo secondo Marco
 
Mc 10,17-30
Vendi quello che hai e seguimi.
 
In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre”». 
Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».
Pietro allora prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà».
 
 
COMMENTO AL VANGELO DI DON FABIO ROSINI RICAVATO DAL SITO 

È IN CRISTO LA VITA CHE CERCHIAMO

L’uomo che supplica Gesù di poter ereditare la vita eterna rappresenta tutti coloro che cercano vita ma non l’hanno trovata. Anche se hanno fatto tutto quel che dovevano fare e hanno osservato ogni regola.

C’è una generazione – ormai molto matura – di persone cresciute a senso del dovere, che si sono sacrificate per tutta la vita. Eppure molti non l’hanno trovata, o almeno non hanno mostrato di averla. La maggior parte di loro ha incarnato un cristianesimo fatto di obblighi che non ha convinto le generazioni successive. Tanta gente buona che ha visto i figli uscire dalla Chiesa, perché quel che loro offrivano non interessava.

C’è stata poi, esattamente 50 anni fa, una generazione inquieta che ha cercato la vita ovunque, distruggendo tutto, dandosi licenza di fare ogni cosa, combattendo frontalmente il senso del dovere. E ci siamo ritrovati – giovani o vecchi – senza la vita autentica ma solo tanti sensi di colpa oppure tanta confusione.

In questo Vangelo ci è svelato quel che manca, quel che non abbiamo, che poi è ciò che veramente conta.

Gesù guarda intensamente questo uomo, lo vede per quel che è, e lo ama. Non è uno sguardo elitario, è il puro e semplice rapporto che Gesù instaura, l’unico che ha con le persone: le ama, perché le vede. Lui ha la vita, Lui è la vita; ma come può condividere la sua vita con noi? Semplice: chiede di entrare nella sua esistenza. E dice a questo uomo: lascia tutto e seguimi.

Ossia: ho visto che non hai vita, ho visto che tu, come tutti, non puoi fare niente di tuo per darti l’eternità che cerchi. Anche il migliore di voi, quello più coerente, quello più fedele e tenace e costante fin dalla giovinezza come te, non arriva ad altro che alla vita che già ha, una vita che finisce, cui manca sempre qualcosa. Non può che essere così, perché non c’è qualcosa da “fare”, quel che vi manca sono io, di avermi e di essere miei, di darmi tutto perché io vi dia tutto. E il “mio” è cento volte quel che potete lasciare voi.

«Lascia tutto e seguimi!». Il Vangelo lo dice a tutti: lascia tutto e segui Cristo.

GIOCARSI TUTTO.

Questa non è una parola per gente speciale, questo succede a tutti. Se Dio ti concede di poter amare una donna, ti sta chiedendo: giocati tutto per lei, non mettere parentesi, perché il sacramento del matrimonio è una chiamata a seguire il Signore; e se permette una malattia, abbandonati, non ti difendere, perché ogni malattia in realtà è una missione. E se ti ha donato un figlio, molla ogni cosa per lui, perché la paternità è la natura di Dio.

E riceverai cento volte tanto. Avrai il suo amore, che vince la morte, che è l’eternità. Qui non si tratta di esserne capaci, ma, semplicemente, di staccare le grinfie dalla nostra vita. E non per essere poveri, ma ricchi. Perché la vita che lasciamo è sempre piccola, mentre la Sua è immensa.

Cristo non ci chiama alla povertà ma alla vera ricchezza. «Va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo». Questa non è indigenza ma abbondanza sconfinata. È questa la vita che cerchiamo.

 

 

LEGGI IL COMMENTO AL VANGELO DI QUESTA DOMENICA

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