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Vangelo
Lc 1,39-45
 
A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?
 
+ Dal Vangelo secondo Luca
 
In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. 
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
Parola del Signore
Omelia
Commento di don Fabio Rosini

 
 

Vangelo
 
Lc 3,10-18
 
E noi che cosa dobbiamo fare?
 
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto». 
Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato». 
Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».
Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».
Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.
Parola del Signore
Omelia
Commento di don Fabio Rosini
 

Vangelo
 
Lc 3,1-6
 
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!
 
+ Dal Vangelo secondo Luca
Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetràrca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetràrca dell’Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetràrca dell’Abilène, sotto i sommi sacerdoti Anna e Càifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccarìa, nel deserto.
Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaìa:
«Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri!
Ogni burrone sarà riempito,
ogni monte e ogni colle sarà abbassato;
le vie tortuose diverranno diritte
e quelle impervie, spianate.
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!».
Parola del Signore
Omelia
Commento di don Fabio Rosini
 

Vangelo
 
Lc 21,25-28.34-36  
 
La vostra liberazione è vicina.
 
+ Dal Vangelo secondo Luca
 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 
«Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria.
Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina.
State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».
Parola del Signore
Omelia
 
Commento di don Fabio Rosini

 
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
 
Gv 18,33-37
Tu lo dici: io sono re.
 
In quel tempo, Pilato disse a Gesù: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?». 
Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». 
Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».
Parola del Signore
 
 

COMMENTO AL VANGELO DI DON FABIO ROSINI RICAVATO DAL SITO

https://www.cercoiltuovolto.it/vangelo-della-domenica/commento-al-vangelo-di-domenica-25-novembre-2018-don-fabio-rosini/

Un re che rende liberi dal potere del mondo 

 

Per chiudere l’anno liturgico siamo chiamati a celebrare Cristo Re dell’universo. Cosa è la Sua regalità? A cosa ci serve? Nel dialogo fra Gesù e Pilato che la liturgia propone, si parla di un Regno che non è di questo mondo. Ma noi siamo in questo mondo, e sembra che il suo regno non riguardi veramente le nostre povere cose, se non come un’ipotesi futura che riguarda il domani.
In effetti Egli non appare come un re ma solo come un imputato che verrà condannato, e appare niente altro che come un perdente.
Pensiamoci: per quel che conta su questa terra Costui non ha assolutamente nulla di regale. Egli è irrilevante rispetto ai giochi di forza del mondo. Il potere lo può schiacciare come un moscerino, e lo farà. Allora è un re di niente, è un fattore inutile della storia.
Eppure… Eppure nella stessa storia non c’è uomo più famoso di costui. Pilato, che lo giudica, entrerà nella memoria umana solo perché si è incrociato con lui. L’umanità impatterà contro questo trentenne fallito e morto ammazzato, e molti – che non lo cercavano né lo volevano – dovranno fare i conti con Lui. La cultura umana si inchinerà a questo oscuro galileo che non ha scritto niente e non ha lasciato opere architettoniche o artistiche dietro di sé. L’enorme maggioranza dei potenti della storia non ha neanche scalfito la poderosa presenza di Gesù di Nazaret nella vita dei popoli.
Perché questa influenza? «Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».

 COS’È LA VERITÀ? La verità, se entra nel cuore dell’uomo, ha la sua voce. Quella verità che gli uomini tanto cercano, in realtà non è di questo mondo. Questa verità non è il successo o il potere o il possesso, e questo uomo ne è completamente scevro. Altrove Lui ha detto che questa verità rende liberi. E quando un uomo è reso libero dalla verità di cui Lui dà testimonianza, ogni potere di questo mondo diventa una sciocchezza. Tanti uomini e donne sono stati liberi da questo mondo perché ascoltavano e seguivano Costui. Molti si millantano per suoi seguaci ma mostrano di non esserlo perché falliscono patentemente sulla prova della libertà, essendo ricattabili, asserviti, conniventi con i poteri di questo mondo, poteri da quattro soldi che minacciano quelli che non hanno la verità nel cuore.
Infatti chiunque sia partecipe del potere di questo mondo è in realtà uno schiavo: non possiede ma è posseduto, non governa ma è governato.
L’imbarazzante piccolezza di questo Uomo è la sua regalità. A Lui il mondo non fa alcuna paura. Per Lui il mondo è una cosa molto piccola. Ha da dire qualcosa al mondo, non ha da chiedergli proprio niente.
Ah! Entrasse questa verità nel nostro cuore! Avessimo questa indipendenza dalle cose! Potessero i giovani crescere con questa solidità! Fossero gli anziani saggi secondo questa sapienza! Un popolo di ingannati, di schiavi, di rammolliti e di stolti – che siamo noi – ha disperato bisogno di questo Re. Venga il suo Regno!

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