Sidebar

  twitter   instagram

I-. Buongiorno Paola. Lei è l’ideatrice del dolce di San Giovanni, ci racconta come nasce questo dolce?

P- Buongiorno, l’idea di questo dolce nasce perché nella mia attività professionale sono consulente marketing.  È stato quindi nello svolgere il mio lavoro quotidiano, quando avevo immaginato di poter realizzare un dolce che potesse aiutare ad abbassare l’alta stagionalità del settore dolciario che ho pensato di dedicarlo a San Giovanni che è celebrato il 24 Giugno.
Il fatto è che mentre realizzavo questa idea facendo un primo studio della storia di San Giovanni mi sono accorta che questo progetto aveva un senso completamente diverso. Infatti quando ho letto che San Giovanni Battista porta il messaggio di Gioia e di Nuova Vita.sono stata colta da un’emozione fortissima, sono scoppiata in lacrime di gioia, perché solo pochi mesi prima, il 9 di Settembre, ero stata dichiarata guarita da uno specialista e avevo chiuso alle mie spalle la porta del suo studio sentendo un'immensa gioia e con la consapevolezza che sarebbe iniziata la mia nuova vita.  Il ritrovare lo stesso messaggio nel dolce che stavo creando mi ha fatto capire che l'ispirazione che avevo ricevuto era un dono e che quindi questa iniziativa sarebbe dovuta diventare un progetto sociale.


I- Quali sono gli ingredienti utilizzati per la preparazione del dolce? Non so se possa svelarli...

P- Stavo pensando ad un dolce che arrivasse a tante persone, desideravo che creasse un’atmosfera, una volta che le persone lo assaggiavano dovevano ritrovare in qualche modo " un sapore di casa”. 
Mi rendevo conto che fosse un obiettivo ambizioso, però questo mi ha aperto la mente ad accogliere qualsiasi idea mi venisse in quel momento. 
Sicuramente come dicevo è stata un’ispirazione, tanto più che io non sono affatto una pasticcera (anzi!).
Per cui sono "arrivati" nella stessa ricetta nocciole, limoni, mandorle, amarene, miele, profumi vari che possono richiamare ed evocare emozioni e ricordi in molte persone originarie di diverse parti del territorio italiano.
Peraltro molti di questi ingredienti, così come la forma ed il fatto di scegliere un certo tipo di preparazione, sono dei simboli anche religiosi o raccontano quanto meno una parte della storia di San Giovanni. 
Per cui da una parte sono stati scelti per raccontare i territori in cui si celebra San Giovanni (le nocciole raccontano di Torino, così come le mandorle, i limoni, le ciliegie raccontano di altri territori italiani).
Nello stesso tempo il miele, ad esempio, è stato scelto ed utilizzato al posto dello zucchero perché San Giovanni si è cibato di miele (e locuste… però le locuste le abbiamo saltate!)
Ci sono altri simboli che in qualche modo ci alleggeriscono e se vogliamo conducono anche al gioco e sono quattro amarene che sono presenti nel dolce, perché fino al Medioevo la statua di San Giovanni nella credenza veniva protetta dalle forze del male da quattro prelati, che potevano essere quattro vescovi, che accompagnavano la statua del santo durante la processione ponendosi ai quattro punti cardinali.
Il rosso delle amarene richiama la Chiesa e l’idea di trovare una di queste quattro amarene mangiando il dolce da la sensazione di essere stato più fortunato rispetto agli altri ... quantomeno perché sono molto buone!.

I-Perché ha deciso di dedicare il dolce al patrono di Torino che festeggeremo tra pochi giorni?

P- Perché ho scoperto che San Giovanni era portatore del messaggio di Gioia e Nuova Vita e quando l’ho scoperto, come dicevo, mi sono emozionata moltissimo, non sono riuscita a trattenere le lacrime! 

I- …Infatti questo buonissimo dessert nasce da una storia vera molto difficile che lei ha scelto coraggiosamente di raccontare....

P- Già...solo fino a tre anni prima soffrivo di una strana forma di paura anche quando cercavo di preparare un dolce: iniziavo a tremare e non riuscivo ad andare avanti. Proprio per questo motivo avevo deciso di rivolgermi ad uno psicologo e dopo poche sedute ho scoperto che questa paura derivava dal fatto che all’età di dieci anni avevo subito una violenza che ne avevo completamente rimosso il ricordo.
Dopo tre anni di terapia dalla scoperta di questo evento, un giorno sono stata dichiarata “guarita”. Quel giorno ho iniziato una nuova vita: per me si è trattato proprio di scoprire chi fossi, cosa provavo, quali erano i miei gusti e le mie sensazioni. 
Sono completamente rinata, almeno nei confronti di me stessa, poi forse altri mi vedono allo stesso modo, però sicuramente nella mia interiorità ho avuto la possibilità di avere una nuova opportunità di vivere perché prima in realtà vivevo solo per una parte.

I-In un articolo uscito su “La Stampa” ha comunicato il desiderio che questo dolce, che come abbiamo appena detto rappresenta una sua rinascita personale, possa essere occasione di rinascita anche per molte altre persone. 
Ci spiega meglio in che modo potrà aiutare anche altre persone? 

P-Per me è stato immediato il pensiero ed anche l’apertura della dimensione del progetto a tutti. 
So che tutti hanno ad un certo punto della loro vita la necessità di pensare di fare un passo oltre e magari ricominciare o per motivi di lavoro o per motivi sentimentali o per motivi di salute. Per lo meno se non a tutti capita a molti. E quindi il desiderio è stato che tutti avessero la possibilità di avere un dolce che simboleggi questo. Così come per noi il Panettone ed il Pandoro rappresentano il Natale e la Colomba la Pasqua, questo può essere il dolce dei Battesimi oppure il dolce appunto che rappresenta gli impegni che noi prendiamo con noi stessi per vivere una vita nuova.
Quando ho scoperto che San Giovanni portava questo messaggio di nuova vita mi sono accorta che il progetto che io stavo realizzando era un progetto non dedicato esclusivamente a me per cui ho deciso che questo sarebbe stato un progetto sociale ed essendo San Giovanni Battista patrono dei condannati a morte e dei Battezzati i proventi raccolti sarebbero stati devoluti alle associazioni che si occupano dei detenuti e alle associazioni che si occupano di bambini che hanno subito violenza o che hanno forti difficoltà, anche attraverso le Caritas parrocchiali.

I- Che ruolo riveste l’Associazione Maria Madre della Provvidenza in questo progetto? 

P- Questa storia ha avuto una svolta molto importante quando qualche mese fa io ed il mio gruppo di amiche con cui svolgo tutte le attività  abbiamo incontrato  Bruno Cavallo (presidente AMMP) e Roberto Di Dio (vicepresidente).
AMMP ci ha dato la possibilità di passare da una gestione molto amicale della situazione ad una gestione istituzionalizzata e soprattutto riconosciuta come un momento di preghiera all’interno di un gruppo che riconosce la preghiera come una forza operatrice, non solo operativa, ma proprio operatrice di crescita, di modifica e di bene. 
Avendo come elemento comune condiviso la preghiera abbiamo fatto dei passi insieme molto concreti e quindi il progetto è stato portato avanti a delle persone che hanno lo stesso nostro modo di vivere: il darsi agli altri e costruire delle cose in cui ci si può riconoscere e si può vivere con serenità.
Durante la preparazione del dolce si prega, per la propria nuova vita e per quella di chi lo mangerà.  

I- Chi si occupa materialmente della preparazione di questo dolce insieme a lei? E dove avviene?

P- A proposito della preghiera il dolce viene fatto pregando. Molte persone che partecipano al progetto non sono cattoliche ma ciò non significa che non credano nella preghiera e quindi pregano, a loro modo, augurando la Nuova Vita a loro stessi ed a chi mangerà il dolce. Tutti nel mangiarlo potranno contraccambiare il pensiero.
Il dolce quest’anno è stato realizzato all’interno dei locali dell’istituto Madre Mazzarello, dove è presente la mensa domenicale di AMMP e quindi desidero ringraziare l’istituzione perché abbiamo ricevuto veramente un grande dono per questo. Grazie!

I- Quanto tempo impiegate per prepararlo? 

P- Un’ora di preparazione circa e mezz’ora di cottura.

I- Ci racconta qualcosa in più sul vostro gruppo? Se qualcuno leggendo questa intervista si accorgesse di cogliere quell’intuizione di cui parlava prima potrebbe aggregarsi? 

P- Il gruppo è composto da persone che hanno colto un’ispirazione da questo progetto.
La cosa bella è che ognuno, come normalmente accade, ha accolto la propria ispirazione; quindi qualcuno interviene perché ha condiviso un’esperienza di trauma, qualcun altro invece partecipa perché ha sentito di dover tornare a "mettere le mani in pasta" in un momento particolare della sua vita perché deve togliersi dalle cose astratte magari da lavori che sono molto mentali e poco fisici, proprio 
per tornare ad usare le mani.
Qualcun altro è totalmente ispirato dal fatto che si tratti di un progetto volto ad aiutare i detenuti perché vuole fare attività di carità e di bene nei confronti di queste persone. 
Altri sono invece interessati al progetto perché hanno colto e condividono la forza della preghiera. In particolare una persona portandoci questa sua ispirazione ha determinato il fatto che si creasse una parte del progetto che non era stata neanche immaginata all’inizio, che è quella dell’accompagnamento alla preghiera per chi lo desidera. Quindi esiste questo spazio: chi desidera essere accompagnato nella preghiera trova da noi  una o più persone che vi si dedicano e lo sostengono. Molti di noi hanno questo desiderio di sostenere gli altri nella preghiera! 
L’ultima persona che si è avvicinata é un amico che normalmente si occupa di attività a carattere commerciale ed ha intuito la forza di questo prodotto proprio da un punto di vista della diffusione commerciale ma la cosa che lo ha colpito ed entusiasmato é il fatto che il primo obiettivo non sia economico.
Questi sono degli esempi, il gruppo é aperto a tutti coloro che sono intenzionati a fare un cammino di nuova vita, tutti i componenti del gruppo hanno questa caratteristica di voler intraprendere un cammino nuovo: fare delle cose nuove o quelle di prima in modo diverso. 
Dunque è aperto a tutti, anzi non vediamo l’ora che ci siano nuove persone che si vogliano unire a noi!

Appuntamenti

Ven Set 20 @16:00
Pellegrinaggio a Medugorje- sede di Torino
Appuntamenti Ammp
Dom Set 22 @09:00
INCONTRO DI PREGHIERA sede di Buronzo
Appuntamenti Ammp
Ven Set 27 @16:00
PELLEGRINAGGIO A MEDJUGORJE- sede di Sant'Angelo Lodigiano
Appuntamenti Ammp
Sab Set 28 @15:00
CENACOLO DI PREGHIERA 4° DOMENICA DEL MESE
Appuntamenti Ammp
Sab Ott 05 @08:00
RACCOLTA ALIMENTARE AMMP
Appuntamenti Ammp

AGENDA APPUNTAMENTI

RICHIESTE D'AIUTO

#ILDONOXME

fotogallery
LEGGI IL COMMENTO AL VANGELO DI QUESTA DOMENICA

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Ti invieremo ogni mese gli aggiornamenti sulle nostre attività e i nostri appuntamenti